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IL COLORE ROSSO - I ricercatori del John Innes Centre di Norwich, Gran Bretagna, e quelli del Centro di ricerca per l’Agrumicoltura e le colture mediterranee di Acireale si sono concentrati nello svelare le caratteristiche genetiche responsabili di queste rosse anti-grasso. Hanno così identificato un gene, a cui è stato dato il nome di «Ruby», responsabile dell’attivazione della produzione di antocianine. Un gene che però è presente anche nelle arance bionde. E allora? Come spiegare le particolari caratteristiche del colore rosso? Ed ecco che hanno scoperto il ruolo determinante del clima. Spiega Eugenio Butelli, primo autore dello studio: «Fondamentale è una sequenza di Dna che controlla l’attività del gene Ruby. Appartiene alla categoria di sequenze chiamate retrotrasposoni. In pratica, questo particolare retrotrasposone è responsabile della cascata che porta alla produzione di antocianine. Il retrotrasposone che abbiamo identificato è presente anche nelle arance bionde ma solo in quelle rosse è inserito al posto giusto per agire come un interruttore capace di attivare il gene Ruby quando la pianta è esposta a temperature piuttosto fredde».
LA FUNZIONE DEL FREDDO - Ecco la risposta: il gene benefico lo hanno entrambi i tipi di agrumi ma, per funzionare, occorre attivarlo. E il freddo ha questa funzione. C’è un ulteriore problema da risolvere: le arance rosse non sono le favorite dai consumatori che preferiscono le bionde, prive però delle stesse qualità salutari. I ricercatori stanno, quindi, cercando il modo di modificare geneticamente le arance standard per incorporare gli effetti benefici delle loro cugine meno popolari. Un progetto che, assicurano gli scienziati, sarà a basso costo e darà una risposta efficace alle carenze nutrizionali dannose. Gli scienziati hanno, infine, esaminato le origini delle arance rosse, usando tecniche genetiche ma anche consultando antichi libri e le pitture di Bartolomeo Bimbi, un artista fiorentino autore della collezione Medici Citrus risalente al 18esimo secolo. I loro risultati dimostrano che, mentre esiste tuttora una varietà in Cina, quelle di Sicilia si sono originate a seguito di una mutazione indipendente, che probabilmente è avvenuta una volta che l’arancia dolce è stata portata nelle aree del Mediterraneo proprio dal lontano Impero Celeste.
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